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AIDA - Associazione italiana per la documentazione avanzata
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AIDAlampi

Anno 8. Numero 7-12 (Luglio-Dicembre 2009)

l'informazione in rete sul mondo della documentazione avanzata

Questo numero di AIDAlampi è anche su web: <http://www.aidalampi.it/?cat=297 >.

L'archivio di AIDAlampi dal 2008 è consultabile su web: <http://www.aidalampi.it/indici>.
Per gli anni precedenti si veda <http://www.aidainformazioni.it/lampi>.

AIDAlampi è il supplemento elettronico del trimestrale "AIDAinformazioni" ed è inviato gratuitamente agli abbonati, ai soci AIDA e a chiunque abbia compilato il modulo di sottoscrizione gratuita: <http://www.aidaweb.it/cginews.html>.

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In questo numero:

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Due (o tre) in una

La prima è che la famosa “dottrina Sarkozy”, o legge istitutiva dell’HADOPI (Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des Droits sur Internet), che affida a una speciale agenzia terza il còmpito di vigilare sui download dei navigatori di Internet e intervenire direttamente qualora riscontri violazione del copyright ordinando la disconnessione dalla Rete mediante sospensione del contratto di accesso con il provider, è stata dichiarata incostituzionale. Il Consiglio Costituzionale francese ha infatti stabilito che solo l’autorità giudiziaria, e solo al termine di un ordinario processo, può decidere di privare un cittadino del diritto di manifestare e formare il proprio pensiero. Le medesime motivazioni sono state recentemente addotte (con 407 voti favorevoli, 57 contrari e 171 astensioni) dal Parlamento Europeo contro il cosiddetto “pacchetto Telecom“, che tentava di attuare la “dottrina” di cui sopra.
La seconda è che nel neo-eletto Parlamento Europeo un seggio (forse due) è stato assegnato dalla Svezia al “Pirat partiet” sostenitore della riforma del copyright e dell’abolizione del sistema dei brevetti. Si ricorderà (vedi “AIDAlampi” del 17  febbraio 2009 e del 13 aprile 2008) la sentenza del tribunale di Stoccolma del 17 aprile scorso, che ha fatto condannare i quattro responsabili di “The Pirate Bay”, il sito web specializzato in servizi “Torrents” – sistemi che dànno la possibilità di fare il download peer-to-peer dei file cercati – che sono la diretta espressione del Partito Pirata.
Tra l’una e l’altra notizia, la terza è che il neo-eletto Parlamento Europeo dovrà nuovamente legiferare sull’argomento ricominciando quasi da zero, ma chissà che il vento, a questo riguardo, non stia cambiando: per la prima volta nella storia, infatti, un partito nato dal Web è stato in grado di raccogliere migliaia e migliaia di persone fino a contare in Svezia per più del 7% degli elettori. Anche in Italia ci hanno provato, ma il nostro “Partito Pirata” non ha raggiunto la soglia del 4%.

Tag: copyright, file sharing, peer-to-peer, pirateria, UE
[IB]

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Tanto nuovo che non ha nemmeno un nome

Si chiama infatti, semplicemente, SBDS Prototype 0.1, a valere per Single Business Discovery Service (da non confondere con l’omonima sigla del gene “Shwachman-Bodian-Diamond Syndrome”). Lo segnala Lluís Anglada sul suo blog “Bdig (biblioteques digitals i cooperació)” ed è il nuovo IR messo a punto dalla National Library  of Australia, giudicandolo «¡Impresionante!».
Dà accesso ai metadati di 42 milioni di documenti in linea. Inizialmente i dati provenivano da fonti australiane (Australian National Bibliographic Database, Australian Newspapers, Picture Australia, the ARROW Discovery Service, Pandora) ma ora sono state incluse anche fonti “esterne” come OAIster, il repository Hathi Trust, Internet Archive, ecc.
Fateci un giro.
Si può trovare in modo “frammentario” (libri, articoli di rivista, immagini, musica, video, riviste australiane, archivi, mappe, pagine web e persone o istituzioni) o in modalità “globale”, che può successivamente essere filtrata per formato (articolo, libro, rivista), disponibilità, parole-chiave, data di pubblicazione, lingua.
Come dice Lluís: ¡impresionante!

Tag: information retrieval
[IB]

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L’Archivio? Gesù Cristo!

Sant’Ignazio, vescovo di Antiochia († 107 o 110) scrive, nella sua Lettera ai filadelfiesi, rispondendo a degli interlocutori immaginari che non credono nella sufficiente forza di prova di documenti scritti a testimonianza della fede: «Ho ascoltato alcuni che dicevano: “se non lo trovo una cosa negli archivi, non credo nemmeno nel Vangelo”. Io risposi loro che sta scritto ed essi, di rimando, che questo è da provare. Per me l’archivio è Gesù Cristo, i miei archivi inamovibili la sua croce, la sua morte e resurrezione e la fede che viene da lui». In altre parole: non sono i documenti (d’archivio, nel caso) che possono testimoniare la verità divina ma è quest’ultima, al contrario, che è fondante, per virtù carismatica, degli archivi stessi. E così, commenta Massimo Grandi in una recente nota su Archivi23 a questo proposito: «I documenti di archivio possono essere “affidabili”, “autentici” e quant’altro, ma da soli non dimostreranno mai la veridicità dei fatti e delle affermazioni trasmesse dai documenti stessi». Pharmacy blog
A contrario, in altri tempi e per altre prove: Gustave Flobert, in La tentazione di sant’Antonio, fa discutere il santo con una turba di gnostici che contestano la verità dei vangeli canonici. Malauguratamente, Antonio grida: «Non avete le prove!» e immediatamente da sotto le vesti dei suoi interlocutori spuntano decine e decine di rotoli gnostici, agitati come prove: qualunque cosa tu voglia dimostrare, troverai sempre un documento (d’archivio) che sostiene la tua tesi…
La verità laica è duro cómpito degli storici.

Tag: archivi, archivistica, documentazione, documenti, verità
[IB]

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Open Humanities Press lancia cinque nuove collane di monografie Open Access

Open Humanities Press (OHP), in collaborazione con la University of Michigan Library’s Scholarly Publishing Office (SPO) ha lanciato lo scorso 7 agosto cinque nuove collane di monografie Open Access dai titoli New Metaphysics, Critical Climate Change, Global Conversations, Unidentified Theoretical Objects, e Liquid Books.

Tutte le monografie saranno peer-reviewed e ogni serie avrà un comitato scientifico di prestigio. Saranno disponibili in full text online e, a prezzo contenuto, in edizione paperback. Gli autori mantengono il copyright sulle loro opere, con un’opzione Creative Commons. I pre-print e i post print possono essere liberamente archiviati per una maggiore disseminazione e una maggiore possibilità di commento.

Un nuovo esempio di come una biblioteca universitaria e i membri delle Facoltà umanistiche uniscono i loro sforzi e lavorano insieme per cercare di far fronte in modo concreto e innovativo alla crisi delle monografie. [EG]

Fonte:  SPARC Open access Forum Digest  1553

Tag: Accesso aperto, e-books, editoria, peer review
[egiglia]

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Chi linka paga?

Harvard Business Publisher, editore dell’Harvard Business Review, la più importante rivista di Management del mondo e di molte altre
pubblicazioni di temi gestionali, ha cominciato a richiedere il pagamento di una licenza, molto costosa, per poter utilizzare il Deep Linking verso i propri contenuti all’interno di EbscoHost.
Questa pratica per ora coinvolge 30 importanti università e business school, ma si prevede che verrà estesa ad altri sottoscrittori.
L’avvio di questa pratica intende impedire che gli articoli presenti in un database vengano segnalati in modo diretto all’interno dei programmi dei corsi, a meno di pagare sostanziose fee all’editore.
Site map

Questa evoluzione, che per ora non ha suscitato molto dibattito perché sono coinvolte poche realtà, rischia di mettere in forse una delle caratteristiche fondamentali del Web: il sistema relazionale dei link.

Tag: copyright, ipertesto, online, riviste, web
[IB]

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Piccioni

Si chiama Winston. E’ un piccione viaggiatore di 11 mesi. A Durban (Sudafrica), lo scorso 9-9-2009 (data fatidica?) ha felicemente trasmesso 4 Gb di dati a 60 km di distanza in un’ora e 8 minuti.
Due ore dopo, l’ADSL locale, che trasmetteva i medesimi dati, era ancora ferma al 4% di dati inviati. La gara e’ stata seguita da centinaia di sudafricani su Facebook e Twitter.
Qui il filmato che certifica l’impresa www.youtube.com/watch?v=t6MUvQ-9Yus

Tag: adsl, internet
[IB]

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Facebook | Home

Quando le biblioteche cambiano nome
Ponteranica è un paese in provincia di Bergamo che fino a ieri possedeve una biblioteca comunale intitolata a Peppino Impastato, il giovane siciliano ucciso dalla mafia nel 1978. Ma cambia il colore della giunta e la nuova amministrazione decide che quel nome non va. Meglio celebrare un eroe locale, il noto sacerdote sacramentino Giancarlo Baggi. Ma non sùbito: a maggio 2010; fino ad allora si chiamerà “Biblioteca civica comunale”

Tag: biblioteche, mafia
[IB]

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AIDAlampi è realizzato da:
Andrea Marchitelli, CILEA (caporedattore) [AM], Bonaria Biancu [BB], Domenico Bogliolo [IB], Francesca Cagnani [FC], Maria Pia Carosella [MPC], Maria Cassella [MC], Elisabetta Di Benedetto [EDB], Gabriele Gatti [GG], Elena Giglia [EG], Perla Innocenti [PI], Giulio Marconi [GM], Vittorio Ponzani [VP], Roberta Valente [RV].

One Response to “Facebook | Home”

  1. Добавил в свои закладки. Теперь буду вас намного почаще читать!

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